Il flauto nel bosco e-bog
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"Il flauto nel bosco" è una raccolta di racconti scritti da Grazia Deledda tra il 1921 e il 1923. Come in gran parte della produzione dell’autrice, la Sardegna è il teatro di alcune di queste novelle, ma il lettore verrà trasportato – tra elementi autobiografici e ispirazioni di pura fantasia – anche sulla riviera romagnola, un luogo di villeggiatura molto amato dall'autrice, e in una Roma insoli…
"Il flauto nel bosco" è una raccolta di racconti scritti da Grazia Deledda tra il 1921 e il 1923. Come in gran parte della produzione dell’autrice, la Sardegna è il teatro di alcune di queste novelle, ma il lettore verrà trasportato – tra elementi autobiografici e ispirazioni di pura fantasia – anche sulla riviera romagnola, un luogo di villeggiatura molto amato dall'autrice, e in una Roma insolita, periferica, lontana dai lussi e dalla maestosità del centro.
Grazie Deledda (1871 – 1936) è stata una scrittrice italiana che ha vinto il premio Nobel per la letteratura nel 1926. Studiò da autodidatta esordendo come giornalista su riviste di moda. Scrisse romanzi e racconti dalla vena etica, incrociando influssi veristi e dannunziani, descrivendo la dura vita quotidiana dei compaesani sardi. Tra le sue opere non si possono non citare "Canne al vento", "Elias Portolu" e "Marianna Sirca".
E-bog
61,48 DKK
Forlag
SAGA Egmont
Udgivet
10.05.2022
Længde
132 sider
Genrer
Short stories
Sprog
Italian
Format
epub
Beskyttelse
Vandmærket
ISBN
9788728342121
"Il flauto nel bosco" è una raccolta di racconti scritti da Grazia Deledda tra il 1921 e il 1923. Come in gran parte della produzione dell’autrice, la Sardegna è il teatro di alcune di queste novelle, ma il lettore verrà trasportato – tra elementi autobiografici e ispirazioni di pura fantasia – anche sulla riviera romagnola, un luogo di villeggiatura molto amato dall'autrice, e in una Roma insolita, periferica, lontana dai lussi e dalla maestosità del centro.
Grazie Deledda (1871 – 1936) è stata una scrittrice italiana che ha vinto il premio Nobel per la letteratura nel 1926. Studiò da autodidatta esordendo come giornalista su riviste di moda. Scrisse romanzi e racconti dalla vena etica, incrociando influssi veristi e dannunziani, descrivendo la dura vita quotidiana dei compaesani sardi. Tra le sue opere non si possono non citare "Canne al vento", "Elias Portolu" e "Marianna Sirca".
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